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Lui & Lei

Flo' Capitolo 3 (Il parcheggio)


di DragonAlex21
18.07.2025    |    301    |    2 9.0
"Un'esperienza nuova per me, mai segato prima d'ora con una mano 'morta', ma la cosa mi piaceva più che mai..."
Flo'

Capitolo 3 (Il parcheggio)

Non ci sono molte speranze, è troppo seria per i miei desideri, probabilmente sarà anche vergine, troppo casta, troppo suora, mah, non andrà a finire come vorrei, e come vorresti tu riferendomi al mio cazzo, questi i miei pensieri mentre passo a prenderla vicino al supermercato, nei pressi di casa sua, ovviamente lontano da sguardi curiosi.
"Ciao Flo'" dal finestrino, "entra pure dietro, così sei al riparo da sguardi indiscreti, ho i vetri oscurati dietro..."
Eccola qua, la guardo dal finestrino retrovisore, bella sorridente, soliti jeans, maglietta, immagino, coperti da un cappottino nero.
"Allora Flo', non voglio farti litigare con il tuo "coinquilino" , quindi se vuoi evitare di farci vedere insieme, posso portarti in un posticino appartato, dimmi tu..."
"Si, per piacere, lo preferirei, grazie della sensibilità."
Continuo a scrutarla e a fare qualche battuta simpatica mentre la porto dove avevo già progettato, ovvero in un parcheggio sotterraneo, di un grande negozio di cinesi.
Scelgo il parcheggio più isolato, spengo la macchina e scendo, per raggiungerla anch'io dietro.
Lei è un po' timorosa, distante da me, ma siamo nei sedili posteriori di una macchina, anche se spaziosa, sono abbastanza vicini, avevo messo l'aria calda a palla, e ora lei subito si toglie il cappotto perché stava crepando dal caldo, io il mio l'avevo già lasciato sul sedile davanti.
"Allora Flo', sei molto bella, e vorrei tanto abbracciarti come saluto"
"Ok, basta che poi non mi seppellisci la' dove mi hai detto..."
Sorridendo mi avvicino a lei, le mie mani finalmente stringono il suo corpo, le sue spalle, il suo petto è a contatto con il mio, il suo corpo è snello, ma sodo e tonico, la stringo forte a me e la mia bocca va di lato sul suo collo ad assaporare ancora di più il suo profumo, e non posso far a meno che baciarle il collo, come se fosse una cosa naturale, le bacio tutto il collo, sento i suoi brividi scorrere su tutto il corpo, ma non si sottrae da me, rimane li' paralizzata, come un insetto catturato nella ragnatela del grande ragno, e il ragno non si fa attendere, è lì a pretendere il suo bottino...
Le mie mani continuano a cinturarla tutta, si spostano su tutta la spalla, e sono quasi giu', quasi al fondoschiena, ma non oso tanto, almeno per ora, ma continuo a baciarle il collo e le guance, cose che mi erano consentite con tacito assenso e io continuavo a farlo, passando sempre vicino alle sue labbra. Le spostavo i lunghi capelli che finivano sempre per coprire un po ' del volto, ed erano d'intralcio, lei lo capisce e cerca di metterseli dietro rimanendo in silenzio e subendo le mie carezze e i miei baci.
Dal collo la mia bocca era scesa giù sulle spalle, la maglia era una di quelle con la scollatura larga che finiva sulle braccia lasciando tutta la parte superiore delle spalle scoperte, perciò ogni centimetro di pelle nuda era orami coperta dalle mie bave, la mia saliva ero ormai ovunque, lei non si ribellava, mi lasciava fare, e io non mi facevo di certo pregare.
Le mie mani che prima erano dietro a cingerle le spalle, ora erano sui fianchi e man mano anche sulla pancia, la mia bocca ormai baciava a pochi centimetri dal suo seno, i miei occhi lo intravedevano gia', ovviamente coperto dal reggiseno.
Confermo la mia prima impressione, una seconda abbondante, che nel contesto del suo corpo snello stava egregiamente. Stavo li' li' per puntare oltre che la Flo', apre la bocca:
"Allora il saluto caloroso è terminato, di cosa mi vuoi parlare?"
Li' comincio una serie di discorsi abbastanza lunghi e anche ben elaborati, dove le fanno capire che la sua situazione di blocco sentimentale non può andare avanti così, e che per il lavoro ci sarei io ad aiutarla in ogni circostanza, riesco a carpire il suo interesse e le sue esigenze e da buon adulatore riesco a convincerla che lei sarebbe la ragazza giusta per me per ricominciare anch'io la mia vita sentimentale.
Supero quasi tutte le sue barriere iniziali di sfiducia e dopo questa lunga chiacchierata la tiro a me.
La sollevo facilmente e la porto sulle mie gambe, anche se non è proprio d'accordo su questa posizione.
È completamente alla mia merce', sopra il mio cazzo che pulsa e ora le mie mani possono andare ovunque.
"Non posso, non sarei corretta con il mio compagno, non posso andare oltre, tu sicuramente vorrai altro da me, ma io al momento non posso, e non sarebbe neanche giusto nei tuoi confronti chiederti di aspettare i miei tempi".
"Tu non preoccuparti Flo' per me, io saprò aspettare..."
Ma così dicendo le mie mani sono praticamente sulle sue chiappe.
Adoro il suo culo, dal primo giorno che l'ho adocchiato.
Non è facile, se i jeans sono sempre jeans casti, abbastanza larghi, con maglie che coprono, ma un vecchio volpone sa riconoscere un bel culo come il suo, anche in queste circostanze.
Mentre le parlo con voce calma, tranquillizzante, le stringo le chiappe, sento tutto il suo essere sodo nelle mie mani, mentre la bacio sul petto.
Con una mano sul culo, l'altra la sposto sulle spalle per far cadere le bretelle del reggiseno di lato, così che il petto è sempre più scoperto sotto i miei baci, lei tira la testa all'indietro e sta accusando il colpo, sento sempre maggiori brividi scuotere il suo corpo,
ed è sempre più vulnerabile, indifesa...io non perdo l'occasione e le allargo ancora di più la maglia che ormai è scesa al livello dei fianchi e le faccio cadere anche il reggiseno.
Finalmente i suoi seni sono difronte a me, i suoi capezzoli duri e pronunciati per l'eccitazione fanno capolino come due fari, me li prendo nelle mani, li stringo, li do dei colpetti li ristringo nuovamente, in pratica ci giochicchio un po' prima di prenderli nella mia bocca, succhio prima uno e poi l'altro, mentre con le mani assaporo la consistenza, strapazzandole a più non posso.
Riesco a malapena a sentire i suoi mugolii che balbettano qualcosa del tipo "non è giusto", "non posso farlo" , "dovrei andare".
Ma ovviamente io non mollo la mia preda, con la mano sul culo sono riuscito ad abbassare abbastanza i jeans, e ora ti sto tastando le chiappe direttamente tramite le mutande, e con l'altra ti sto strapazzando le tette succhiando in maniera alternata i capezzoli.
È sempre sopra di me, e il mio cazzo ormai sta esplodendo, e con un movimento veloce riesco a farla girare verso il davanti della macchina, e io riesco a sfilarmi i pantaloni.
Ora lei è seduta su di me dandomi le spalle, mutande sue su mutande mie, con le mie mani avvinghiate sulle sue tette e la muovo simulando la penetrazione.
Nella macchina ormai ci sono 100 gradi a differenza di fuori che ce ne sono si e no 4 o 5, in questa fresca serata invernale. I vetri sono completamente appannati, me la sto muovendo sul mio cazzo, stringendo le tette, mentre lei continua con i suoi borbottii di prima "non posso", "ti prego, non è giusto", "fermati ti prego". Sto quasi per venire, ma non voglio certo farlo così nelle mutande, perciò mi stacco da lei, la faccio sedere di fianco, e le dico "Ok flo', vabene non andiamo oltre per oggi, ma c'è un problema, il mio amichetto sta per esplodere, devo per forza liberarlo" e così dicendo mi sfilo le mutande facendolo piombare fuori con gli occhi di lei che si allargano increduli. "Complimenti alla mamma, quanto è grosso?!?" Queste sue parole, così spontanee, non fanno altro che accrescere la mia autostima e la mia erezione in quel momento.
Anche perché provenivano dalla bocca di una santerellina, che avrà visto forse si e no, solo quello del suo 'coinquilino' ma dette in quel momento così di getto, hanno fatto accrescere ancora di più la mia eccitazione.
Non posso far altro che immaginare, quanto sarebbe bello ficcarglielo in bocca ora, in tutta la sua erezione, ma capisco bene che la cosa sarà molto improbabile, sia oggi che in futuro, dubito l'abbia mai fatto prima, e già quello che le ho fatto oggi è stato molto oltre le sue previsioni e intenzioni.
"Flo', ha bisogno di liberarsi, lo capisci vero, dopotutto è colpa tua se sta in questa situazione, sei troppo bella, mi piaci troppo e questo è il risultato".
"Si, lo capisco, ma non posso, non sarebbe giusto nei suoi confronti"
"Mi dispiace, sapevo che avresti voluto di più da me, subito, senza aspettare e hai ragione, ma non me la sento..."
Mentre pronunciava queste ultime parole ho preso la sua mano e l'ho portata sul mio cazzo.
"Hai ragione Flo, ti avevo promesso del tempo e te lo daro', non fare più nulla tu, faccio tutto io e poi ti riaccompagno a casa".
Così dicendo mi stavo segando con la sua mano, la facevo scorrere su e giù, e lei lasciava inerme la mano, facendo fare tutto a me. Un'esperienza nuova per me, mai segato prima d'ora con una mano 'morta', ma la cosa mi piaceva più che mai. Lei di fianco a me con l'espressione di una bambina che aveva appena deluso il suo insegnante, e che voleva far di tutto per recuperare in qualche modo.
Con il seno ancora scoperto, jeans ancora mezzi abbassati e la sua mano inerme sul mio cazzo, che la stavo guidando sempre più veloce.
Ormai mancava poco, lei se n'era accorta, e un po' per inerzia o senso di responsabilità, avevo lasciato la mia mano e ormai mi stava segando da sola, sotto le mie parole eccitate:
"Si Flo', così, continua oh siiiii"
La sega della sua mani delicata, senza ormai nessuna guida faceva effetto ancora di più, stavo per esplodere, e mie parole ormai erano di preghiera:
"Non fermarti Flo, continua siiii"
Un enorme fiotto di liquido caldo fuoriesce a spruzzo dal mio cazzo e finisce sul suo braccio sulle sue gambe, sulle mie, sul sedile, ma soprattutto le inonda la mano, che con mia grande sorpresa non ha smesso di muoversi alla vista del primo fluido, ma ha continuato a segare fino all'ultima goccia di sperma per la gioia del mio tanto agognato amplesso.
Ansimo di godimento per qualche decina di secondi, sorprendendomi di quanto potesse essere eccitante una semplice sega, in determinate circostanze, ho goduto davvero tanto come non facevo oramai da tanto tempo. Prendo i fazzolettini imbevuti e li utilizziamo per pulirci entrambi e come promesso, mi preparo per riaccompagnarla a casa, o meglio al supermercato li vicino.
Prima di scendere, mi avvicino per baciarla (avevo appena razionalizzato che non l'avevo ancora baciata in bocca) e capisco subito che non era stato un caso. Infatti lei sbarra le labbra e mentre io la bacio sulle labbra lei non ricambia e le tiene sempre più serrate.
"Scusami, ma per me è una cosa importante questa, il bacio, e penso che non sia giusto..."
"Ok ok" taglio corto, "lo capisco Flo'" anche se in realtà non capivo come poteva essersi fatta toccare, culo, seno, e avermi fatto una sega, e voleva mantenere integra la sua bocca, già, quella bocca, che ora diventava sempre più oggetto del mio desiderio in tutti i sensi...
Salutandola con un bacio sulle guance e un pizzicotto scherzoso sulle chiappe appena scesa dalla macchina, le do' appuntamento alla settimana prossima.
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